ALBUMINA GLICATA E MORTALITÀ PER TUTTE LE CAUSE IN SOGGETTI DIABETICI E NON DIABETICI IN EMODIALISI

Abstract

Introduzione: nei soggetti con diabete (DM) in emodialisi (HD) l’albumina glicata (GA) potrebbe meglio valutare il controlloglicemico e predire più accuratamente il rischio di mortalità per tutte le cause rispetto a HbA1c. Tuttavia, vi sono pochi dati a supporto dell’uso di GA in soggetti diabetici e non diabetici (ND) in HD. Nel nostro studio abbiamo valutato la relazione tra GA, HbA1c e la sopravvivenza in una coorte di pazienti in HD. Pazienti e Metodi: sono stati reclutati 124 soggetti in HD (44 DM e 80 ND; M/F: 69/31%; età 68.8±15.2 anni; età dialitica 4.0±4.3 anni); il follow-up è stato di 21 mesi (IQR, 14.5-21.1). L’associazione tra GA, HbA1c e mortalità per tutte le cause è stata valutata utilizzando l’analisi di Kaplan-Meier e regressioni di Cox aggiustate. Risultati: le mediane di GA erano 22.0% (IQR 18.3-29.3) e 15.1% (13.7-16.9) nei DM e ND, rispettivamente; quelle di HbA1c 46 (38-55) mmol/mol e 35 (30-38) mmol/mol. I due gruppi differivano per i parametri glicemici e per albuminemia totale (DM: 3.6 vs ND: 3.8; p=0.046). Al follow-up, 41 soggetti (33%) erano deceduti (43% DM vs 27% ND; K-M p=0.200). In regressione di Cox aggiustata per età, sesso e albuminemia sierica, GA (HR 1.24; 95% CI 1.06-1.45; p=0.007) e, in maniera inversa, l’albuminemia totale (HR 0.11, 0.03-0.40; p=0.001), ma non l’HbA1c (p=0.582) erano predittori indipendenti di mortalità nei ND. Tra i ND con GA >mediana (15.07%) la mortalità era marginalmente più elevata (35%; HR 1.97, 0.83-4.71; p=0.119) rispetto ai ND con GA Conclusioni: nei soggetti ND in HD, ma non nei DM, GA è associata a un maggior rischio di morte per tutte le cause. Tale relazione persiste dopo correzione suggerendo che anche “alterazioni glicemiche subcliniche” possano contribuire in maniera indipendente all’aumentata mortalità tra i ND in HD. Studi più ampi sono necessari per confermare questi risultati preliminari.


Tipo: PD
Codice: 171