LA RESISTENZA ALLA SCLEROSTINA MIGLIORA IL METABOLISMO GLUCIDICO E OSSEO NEL DIABETE DI TIPO 1

Abstract

Il diabete di tipo 1 (DT1) comporta alterazioni del metabolismo glucidico ed osseo. I livelli sierici di sclerostina (scl), inibitore del Wnt signaling, un pathway chiave nella regolazione del metabolismo osseo, sono aumentati. Inoltre, modelli knock-out per il gene della scl presentano una ridotta massa grassa e un’aumentata sensibilità insulinica. L’obiettivo dello studio è stato valutare il ruolo del Wnt sigaling nel metabolismo glucidico e osseo nel DT1. Abbiamo utilizzato un modello animale di DT1 (Akita), con una mutazione sul gene Ins2 che causa diabete (ipoinsulinemia e glicemia random ≥300 mg/dl) a 5 settimane di età, e uno con una mutazione sul co-recettore LRP5 (A214V) che causa insensibilità a scl ed elevata massa ossea (HBM), ad ottenere un doppio mutante Akita/HBM. La massa ossea, misurata tramite DXA, era aumentata del 18% negli Akita/HBM rispetto agli Akita a partire dalla 12 fino alla 26 settimana di età, nonostante l’esposizione al DT1 (p<0.001; n=7-10). Inoltre, gli Akita/HBM sviluppavano il DT1 in età differente; a 6 settimane, solo il 30% degli Akita/HBM aveva DT1 rispetto al 90% degli Akita (n=10). Solo a 12 settimane gli Akita/HBM diventavano tutti diabetici. Test di tolleranza del glucosio a 6 settimane evidenziavano anche un significativo miglioramento della sensibilità glucidica degli Akita/HBM rispetto gli Akita (p<0.05; n=5-7). Inoltre, la sensibilità insulinica era aumentata sia a 7 che a 30 settimane dopo una lunga esposizione al DT1 (p<0.01; n=5-8). A 6 settimane, i livelli sierici di insulina e C-peptide erano molto bassi in Akita e Akita/HBM misurati, tramite saggio ELISA, sia a 0 che 30 minuti dopo un carico di glucosio. Nessuna differenza è emersa dall’espressione insulinica (pAKT) nel muscolo. Infine, a 30 settimane di età, abbiamo rilevato una maggiore quantità di grasso bruno (BAT) nei genotipi HBM e Akita/HBM rispetto agli altri gruppi (p<0.05; n=5-8). In conclusione, la resistenza alla scl protegge la massa ossea e migliora il metabolismo del glucosio con un meccanismo indipendente dall’insulina, suggerendo un ruolo regolatorio mediato dal BAT e un potenziale uso terapeutico dell’inibizione della scl in DT1.


Tipo: PD
Codice: 194